Un’indagine dell’Inran (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) e dal Ssica (Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari), ci informa che i salumi non sono più banditi dalla nostra alimentazione come cibi dannosi per la salute; lo studio è stato presentato e reso noto giovedi, nel simposio “Salumi Italiani: nuovo ruolo nutrizionale nell’alimentazione moderna. Meno sale e meno grassi. Più proteine, vitamine e sali minerali”. Il simposio si è svolto al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci a Milano, dove l’Isit-Istituto Salumi Italiani Tutelati e l’Ivsi-Istituto Valorizzazione Salumi Italiani, hanno parlato dei valori nutrizionali dei salumi italiani e delle nuove tipologie di lavorazione degli insaccati sotto la guida di esperti della nutrizione.
I nuovi metodi di preparazione dei salumi prevedono meno sale e grassi, più proteine, vitamine e sali minerali, la formula vincente messa a punto grazie alla quale i salumi italiani acquistano ulteriori caratteristiche di qualità, molto più vicini alle esigenze dei moderni stili di vita della popolazione e alla ricerca del gusto per un’alimentazione sfiziosa e saporita. Ora grazie a questi nuovi obbiettivi i nostri salumi nazionali sono stati classificati come “una categoria di alimenti adatta a tutta la popolazione e a diversi momenti di consumo, in grado di soddisfare la ricerca del gusto e, allo stesso tempo, in linea con le raccomandazioni dietetiche della comunità scientifica”.
Veri professionisti dediti agli studi sulla nutrizione, medici, nutrizionisti, i responsabili dei consorzi dei salumi Dop e Igp ed esperti del mondo scientifico si sono ritrovati a questo appuntamento per conoscere le nuove analisi ele nuove composizioni nutrizionali dei salumi; proteso a un trend nutrizionale molto migliorato in merito a questi alimenti antichissimo simbolo della nostra tradizione gastronomica, in grado di soddisfare il gusto italico e estero e di adeguarsi alla nuova attenzione al benessere dei consumatori.
L’indagine interessante e approfondita ha coinvolto tutti i salumi, tra cui anche quelli tutelati Dop e Igp: Bresaola della Valtellina Igp, il Cotechino Modena Igp, la Mortadella Bologna Igp, il Prosciutto di Modena Dop, il Prosciutto San Daniele Dop, lo Speck dell’Alto Adige Igp, i salamini italiani alla cacciatora Dop, lo Zampone Modena Igp. Per ogni prodotto esaminato è stata determinata e annotata la composizione dei macro nutrienti, e dei micro nutrienti sono state rilevate quali altre sostanze erano presenti,mettendo in nota e all’esame anche componenti non analizzati negli ultimi anni, come gli aminoacidi, il fosforo, il calcio, il magnesio, il rame, il manganese, il selenio e le vitamine B ed E.
Una buona notizia insomma per tutti gli appassionati di questi cibi deliziosi che finora abbiamo messo a tavola con timore demonizzandoli forse eccessivamente, ma ora con le nuove caratteristiche nutrizionali potremo rifarci mangiando qualche fetta di salame in più, senza temere nè per la salute nè per la nostra linea.
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